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Mi presento. Una storia di grandi maestri

  • mguadalupepimentel
  • 8 dic 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 9 dic 2022

Sono Guadalupe Pimentel, insegnante di canto, cantante lirica, maestra di scuola e tra poco diventerò practitioner di Somatic Experiencing. Ho deciso di cominciare a scrivere un blog con tutto quello che mi desta curiosità sul canto, educazione, corpo, psiche, vita, scienza, cervello, infanzia, musica e forse tante altre cose. Ho cominciato a scrivere per presentarmi ed ha presso forma questa storia di grandi maestri.


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Da piccola amo la musica. Il primo strumento che ho imparato fu la chitarra per mano di mio fratello, il mio grande primo maestro. E gli sarò sempre grata per quello. Suonare e cantare con la chitarra era quello che adoravo fare nel mio tempo libero, il mio rifugio, la mia grande e meravigliosa compagnia.


Ho cercato di avvicinarmi ancora di più alla musica quando ero al liceo e ho provato a studiare chitarra al Conservatorio ma ho capito che la chitarra non era lo strumento giusto per approfondire, ma che sicuramente mi aprì la porta al canto. In quel momento cantavo in coro e sapevo che quello veramente mi piaceva però la vergogna era così grande che solo potevo farlo a bassa voce e nascosta tra gli altri. Sebbene sognavo di prendere lezioni di canto non riuscivo a espormi in quel modo. Ho avuto un meraviglioso maestro di musica e direttore di coro che mi trasmise fiducia in me stessa e mi incoraggiò ad andare a lezioni, tanto che finalmente mi diede il recapito di un maestro e mi disse "chiamalo". Grazie per sempre, senza questa spinta mi domando che strada avrebbe preso la mia vita.


Il mio primo maestro di canto è stato giusto quello che doveva essere per non uscire spaventata e abbattuta. Avevo appena un filo di voce ma lui ha avuto la pazienza e l'abilità per trasmettermi soprattutto la fiducia e il coraggio di esplorare la mia voce e di cominciare a farmi sentire. Un altro maestro nella mia vita che ha lasciato non solo un segno vocale ma innanzitutto mi ha aiutato a illuminare questo cammino che diventò imprescindibile per me.


E così ho cominciato a cantare in un coro d'opera, a fare concerti e audizioni, ad aprirmi allo spettacolo del canto lirico. Non mi sentivo molto sicura, quella era una sensazione poco sperimentata in me, ma la voce era cresciuta lo sufficiente per cominciare questo viaggio.


Cercando risposte sulla voce, ho provato diversi lezioni di canto. Si apriva un'avventura che alcune volte non fu molto piacevole. Non riuscivo a fare con facilità quello che mi chiedevano di cantare. Per un lato volevo farlo perché così si presumeva che migliorasse però allo stesso tempo, non lo sentivo molto gradevole nel mio strumento, nel mio corpo e molte volte finivo le lezioni con meno coraggio e fiducia da prima iniziarla. Qualcosa mi diceva che io potessi farlo meglio, che in qualche modo quello era un limite passeggero, del momento, e anche un limite per non trovare la persona giusta che mi insegnasse come io avevo bisogno. C'è stata sempre una luce in me che mi diceva "cerca ancora, cantare può essere comodo e facile".


Come una catena che non si ferma, grazie al mio primo maestro di canto ho conosciuto il prossimo maestro significativo nella mia vita. Con lui ho sperimentato che c'è un altro modo d'imparare; che le sensazioni gradevoli che si hanno sul proprio strumento importano e che la facilità nel cantare è possibile; che se il maestro è bravo, il cantante si sente motivato; che domandare non solo è possibile ma anche benvenuto.


E continuando sempre questo filo della vita che non si spezza, grazie a lui sono arrivata al cuore del Metodo che mi ha aiutato a trovare finalmente la tecnica che io immaginavo fosse possibile, Il Metodo Funzionale della voce di Eugen Rabine o anche chiamato Metodo Rabine®. Una strada che mi ha portato ad attraversare un oceano e a traslocare in un altro continente. Là ho trovato tante risposte. Ho confermato che voce, corpo e psiche si influenzano tra di loro di un modo così grande ma anche così sottile che non mi immaginavo; ho capito perché cantare con alcune tecniche non mi fa piacere; ho sperimentato che cantare può essere facile ma che ci vuole tempo, pazienza e voglia di conoscersi sempre di più; ho scoperto che un metodo scientifico è indispensabile per alcuni; ho confermato che diventare maestro di canto non vuole dire che non si è il cantante che si desidera, che insegnare canto può essere una scelta e non uno scarto del cantante, che essere un bravo cantante non garantisce essere un bravo maestro, che insegnare è un arte e che un bravo maestro ti cambia la vita.


E dopo tutti questi maestri, come fare a non amare l'insegnamento?

 
 
 

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